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AI Act e aziende: cosa prevede il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, le scadenze principali e cosa verificare se la tua azienda usa sistemi AI.

Pubblicata il , 5 minuti di lettura

L’AI Act è il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale: il Regolamento (UE) 2024/1689. È in vigore dall’agosto 2024 ma si applica per tappe, e il 2 agosto 2026 è la data da cui diventa applicabile nella maggior parte delle sue parti. Nel frattempo, a luglio 2026, un nuovo regolamento ha rinviato alcune scadenze importanti. In questa guida riassumo cosa prevede, quali sono le date aggiornate e cosa conviene verificare se la tua azienda usa sistemi di intelligenza artificiale.

Questa guida è un orientamento pratico, non una consulenza legale. Per valutazioni sul tuo caso specifico, soprattutto se usi sistemi che potrebbero rientrare tra quelli ad alto rischio, confrontati con un legale esperto della materia.

L’idea di fondo: obblighi in base al rischio

L’AI Act non regola la tecnologia in sé, ma i suoi usi, con obblighi che crescono insieme al rischio. La Commissione europea descrive quattro livelli.

  • Rischio inaccettabile: pratiche vietate, come la manipolazione che sfrutta le vulnerabilità delle persone o il punteggio sociale.
  • Alto rischio: sistemi usati in ambiti delicati, come la selezione del personale, l’accesso al credito, l’istruzione o i servizi essenziali. Hanno obblighi rigorosi su gestione del rischio, dati, documentazione e supervisione umana.
  • Rischio di trasparenza: sistemi che interagiscono con le persone o generano contenuti, come i chatbot. L’obbligo principale è far sapere alle persone che hanno a che fare con l’intelligenza artificiale.
  • Rischio minimo: la maggior parte degli usi, come filtri antispam o suggerimenti di scrittura, per cui l’AI Act non introduce regole specifiche.

Il regolamento distingue anche i ruoli: il fornitore sviluppa o immette sul mercato un sistema AI, il deployer lo usa nella propria attività. La maggior parte delle aziende è deployer: usa strumenti sviluppati da altri.

Le date, aggiornate

DataCosa si applica
1 agosto 2024Entrata in vigore dell’AI Act
2 febbraio 2025Pratiche vietate e alfabetizzazione in materia di AI
2 agosto 2025Regole sui modelli di AI per finalità generali e sulla governance
2 agosto 2026Applicazione generale, compresi gli obblighi di trasparenza
2 dicembre 2026Due nuovi divieti introdotti nel 2026 e fine del periodo transitorio per la marcatura dei contenuti generati dai sistemi già sul mercato
2 dicembre 2027Obblighi per i sistemi ad alto rischio negli ambiti dell’Allegato III
2 agosto 2028Obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati, come macchinari o giocattoli

Il rinvio degli obblighi per l’alto rischio arriva dal Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Omnibus digitale sull’AI, entrato in vigore il 27 luglio 2026. Il rinvio non riguarda la trasparenza, che si applica dal 2 agosto 2026 come previsto.

Cosa vale già oggi per la maggior parte delle aziende

Trasparenza

Se usi un chatbot sul sito, un assistente su WhatsApp o un centralino AI, le persone devono essere informate che stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale, salvo che sia evidente dal contesto. I contenuti generati o manipolati artificialmente, come i deepfake, vanno resi riconoscibili, e chi fornisce sistemi generativi deve fare in modo che i contenuti prodotti siano identificabili come tali.

Alfabetizzazione in materia di AI

Chi fornisce o usa sistemi AI deve adottare misure per sostenere le competenze del personale che li utilizza. Con le modifiche del 2026 l’obbligo è stato precisato: non si richiede di garantire un certo livello di competenza di ogni persona, ma di prendere misure adeguate, come formazione e istruzioni d’uso.

Pratiche vietate

I divieti si applicano da febbraio 2025. Per un’azienda che usa strumenti comuni di scrittura, analisi o assistenza clienti è raro rientrarci, ma è bene conoscerli, soprattutto nei rapporti con il personale: per esempio, il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro è vietato salvo ragioni mediche o di sicurezza.

Alto rischio: a chi interessa

Se usi l’intelligenza artificiale per selezionare candidati, valutare dipendenti, decidere sull’accesso a credito o servizi essenziali, o in altri ambiti dell’Allegato III, il tuo sistema potrebbe essere ad alto rischio. Gli obblighi principali ricadono sul fornitore, ma anche il deployer ne ha: usare il sistema secondo le istruzioni, garantire la supervisione umana, conservare i log, informare le persone interessate. Il rinvio al 2 dicembre 2027 dà più tempo, ma chi si trova in questa situazione dovrebbe iniziare a prepararsi ora.

In Italia: la legge 132/2025

L’Italia ha approvato una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, la Legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025. Tra le disposizioni più rilevanti per le imprese:

  • Professioni intellettuali: il professionista può usare l’AI solo come supporto alla propria attività e deve informare il cliente, con un linguaggio chiaro, sui sistemi che utilizza.
  • Lavoro: il datore di lavoro che usa sistemi di intelligenza artificiale deve informarne i lavoratori.

Una checklist per partire

  1. Fai l’inventario: quali strumenti AI usano l’azienda e le persone, anche quelli adottati in autonomia.
  2. Individua il tuo ruolo: per ogni sistema, sei fornitore o deployer?
  3. Classifica gli usi: quali sono a rischio minimo, quali comportano obblighi di trasparenza, quali potrebbero essere ad alto rischio.
  4. Sistema la trasparenza: chatbot, assistenti vocali e contenuti generati devono essere riconoscibili.
  5. Organizza la formazione: istruzioni e sessioni pratiche per chi usa gli strumenti.
  6. Controlla i fornitori: documentazione, trattamento dei dati, conformità dichiarata.
  7. Aggiorna i documenti: informative privacy, comunicazioni ai clienti e ai lavoratori.

Le sanzioni

L’AI Act prevede sanzioni proporzionate alla gravità: fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, fino a 15 milioni o al 3% per la violazione di altri obblighi. Per PMI e startup si applica l’importo più basso tra percentuale e cifra fissa.

Fonti

Aiuto le aziende a fare l’inventario degli strumenti AI, a impostare trasparenza e formazione e a scegliere soluzioni adatte: qui trovi come lavoro sulla consulenza AI e sulla formazione AI per aziende.

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