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Ogni Bot ha un ruolo, un computer cloud, un browser e un terminale. Come funziona, quattro flussi di lavoro ricostruiti passo per passo, il confronto con chatbot e workflow e come provarlo senza mettere a rischio l'azienda.

Grok Bot di xAI: agenti con ruolo, computer cloud condiviso, browser e terminale. Esempi pratici, confronto con chatbot e workflow, prezzi e come fare un pilot.

di Andrea Pirazzini

16 minAnalisiPodcast
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Il marchio bianco di Grok Bot, un cerchio con due tratti come occhi e la scritta, su uno sfondo azzurro sfumato
Immagine: xAI

Fonte primaria

xAI — annuncio della beta di Grok Bot

x.ai

Apri(si apre in una nuova scheda)

Versione audio

2 min 11 s

0:00−2:11

Dalla risposta alla consegna#

La maggior parte degli assistenti AI si ferma a un testo: una risposta, una bozza, un riassunto. Poi tocca a noi copiarlo, incollarlo, inviarlo, aggiornare il gestionale. Con Grok Bot, xAI vuole spostare l'asticella: l'AI non deve solo rispondere, deve portare a termine il lavoro.

Per farlo, ogni Bot riceve un'identità che dura nel tempo e un computer nel cloud, con browser, cartelle di file e terminale. L'idea dichiarata è che il Bot lavori dentro gli stessi strumenti che usa l'azienda e torni dall'utente solo quando serve un via libera.

xAI ha aperto la beta l'11 agosto 2026. Per ora è riservata a chi ha un abbonamento SuperGrok Heavy, Cursor Ultra o Cursor Teams Premium, e funziona su Windows, macOS e iPhone. In questo articolo ricostruisco il prodotto a partire dalla documentazione di xAI, dalle schermate che Anysphere ha pubblicato sull'App Store e dal trailer ufficiale, tenendo sempre separato ciò che è documentato da ciò che resta da misurare.

11 agosto 2026

apertura della beta di Grok Bot

3

piattaforme al lancio: Windows, macOS e iPhone con iOS 18 o successivo

200 $

al mese: Cursor Ultra, uno dei piani che danno accesso alla beta

120 $

al mese per utente: Cursor Teams Premium

Fonte: xAI e pagina prezzi di Cursor, agosto 2026

La scheda, in breve#

Voce

Cosa dichiara xAI

Che cos'è

Agenti persistenti con nome, ruolo e istruzioni

Dove lavorano

Un computer cloud con browser, file e terminale

Annuncio della beta

11 agosto 2026

Piani che lo includono

SuperGrok Heavy, Cursor Ultra, Cursor Teams Premium

Dispositivi

Windows, macOS, iPhone con iOS 18 o successivo

Cosa ricorda

Conversazioni, file, skill e routine

Controlli

Approvazioni, presa di controllo da parte dell'utente, Auto Review

Isolamento tra Bot

Nessuno: condividono lo stesso computer

Prove indipendenti

Non pubblicate

Il trailer: 106 secondi di posizionamento#

Il trailer ufficiale di lancio di Grok Bot, 106 secondi (canale YouTube ufficiale Grok di xAI).

Il video di lancio dura poco meno di due minuti e fa capire dove xAI vuole collocare il prodotto: tanti agenti specializzati, lavori che proseguono da soli nel cloud, momenti in cui il Bot si ferma e chiede l'approvazione. Resta materiale promozionale: non prova né l'affidabilità né la velocità.

Il messaggio di fondo è il passaggio da una singola sessione di chat a una squadra di "colleghi digitali". Quello che conta, però, non è quante icone di agenti compaiono sullo schermo. È se il Bot riesce a ricordare il contesto, usare le applicazioni e consegnare file e documenti negli stessi posti dove lavorano le persone del team.

Com'è fatta l'app: una squadra di Bot con un ruolo#

Aprendo l'app sul telefono si trova un elenco di agenti, ognuno con il suo mestiere: Inbox Manager, Chief of Staff, Talent Scout, Sales Outbound, Customer Support, Growth Marketer, Invoice Collector, Expense Manager. Accanto a ciascuno c'è lo stato del lavoro in poche parole: bozze da approvare, candidature pronte, ticket chiusi, ricevute messe in ordine. Si capisce a che punto è ogni Bot senza aprire le singole esecuzioni.

Schermata dell'app Grok Bot su iPhone: in alto le icone di Chief of Staff, EA e Inbox Manager, sotto l'elenco degli altri Bot, ognuno con una riga sullo stato del suo lavoro
Una delle schermate pubblicate sull'App Store: ogni Bot ha la sua icona e una riga che dice a che punto è, dalle bozze in attesa di approvazione ai ticket chiusi. Schermata: Anysphere.

Nella documentazione ciascun Bot viene descritto come un agente che non si "resetta" a ogni conversazione: ha un nome, un ruolo e delle istruzioni. Più Bot possono stare nella stessa conversazione, passarsi compiti e lavorare in parallelo.

Chat, workflow, computer agent e Grok Bot: le differenze#

La tabella che segue è una mia lettura delle caratteristiche dichiarate, non una classifica. Non misura qualità, velocità o affidabilità: serve solo a capire che tipo di strumento si ha davanti.

Approccio

Unità di lavoro

Come usa le applicazioni

Cosa ricorda

Dove entra la persona

Chatbot

Una domanda e una risposta

Soprattutto tramite strumenti o integrazioni previste

Dipende da prodotto e sessione

Spesso fa lei l'ultimo passaggio

Workflow builder

Un flusso definito in anticipo

Connettori e API già configurati

Lo stato del flusso

Nei punti di controllo disegnati nel flusso

Computer agent generico

Un obiettivo da raggiungere

Interfaccia grafica, browser e strumenti

Cambia da prodotto a prodotto

Conferme o presa di controllo, se previste

Grok Bot

Un Bot fisso con il suo ruolo

Browser, file, terminale, app e siti

Conversazioni, file, skill e routine

Approvazioni, presa di controllo e Auto Review documentate

Il vantaggio potenziale di Grok Bot è tenere insieme tre cose: memoria nel tempo, coordinamento tra agenti e uso diretto del computer. Il rovescio della medaglia è che il raggio d'azione diventa molto più largo di quello di una chat. Credenziali, sessioni aperte e file vanno governati sul serio. Se il concetto di agente vi è ancora nuovo, lo spiego con esempi nella guida su cosa sono gli agenti AI.

Come entra negli strumenti aziendali#

La documentazione descrive due meccanismi. Il primo è il takeover: il Bot si ferma e chiede all'utente di prendere temporaneamente il controllo dello schermo, per esempio per fare il login, superare un CAPTCHA o compiere un passaggio delicato. Una delle schermate ufficiali mostra proprio questo: il Bot arriva alla pagina d'accesso di un CRM e aspetta che sia la persona ad autenticarsi. Il secondo meccanismo sono le approvazioni esplicite prima delle azioni che contano.

Schermata dell'app Grok Bot: nella conversazione con Chief of Staff compare la pagina di accesso di un CRM dimostrativo, con email, password e pulsante per entrare
Il takeover visto dal telefono: il Bot si ferma sulla pagina di login di un CRM di prova e lascia che sia la persona a inserire le credenziali. Schermata: Anysphere, App Store.

Ci sono però dettagli da non sottovalutare:

  • dopo il login, la sessione del browser resta aperta sul computer condiviso;

  • le credenziali scritte nel terminale sono leggibili dagli altri Bot dello stesso account;

  • i segreti inseriti con l'apposita richiesta sicura, invece, vengono mascherati, esclusi dalla trascrizione e non arrivano mai al modello.

Per questo xAI stessa consiglia di creare un account di lavoro dedicato, dare solo i permessi minimi indispensabili e ricordare che schermi diversi o Bot diversi non fanno da barriera di sicurezza. Anche Auto Review va visto come uno strato di protezione in più, non come una garanzia.

Quattro flussi di lavoro, passo per passo#

1. Inbox Manager: dalla posta alla risposta approvata#

Una schermata ufficiale mostra il Bot che ha preparato una risposta e i due pulsanti per inviarla o scartarla. Il flusso è questo:

  1. a orari stabiliti da una routine, il Bot passa in rassegna la casella;

  2. divide i messaggi e mette in evidenza quelli che richiedono attenzione;

  3. scrive una bozza sfruttando il contesto che ha a disposizione;

  4. l'utente decide: invia, scarta o chiede correzioni;

  5. l'email parte solo dopo il via libera.

Schermata di Inbox Manager su iPhone: il riepilogo della routine delle 8, una bozza di risposta a un collega e i pulsanti per inviarla o scartarla, poi l'ok dell'utente
Inbox Manager dopo la routine del mattino: la bozza è pronta, ma parte solo quando l'utente la approva. Schermata: Anysphere, App Store.

È un esempio utile perché tiene ben distinti preparazione ed esecuzione. Nella pagina dei casi d'uso xAI promette smistamento, conversazioni urgenti in evidenza e bozze, e precisa che nessun invio avviene senza approvazione. In azienda servono comunque regole scritte: quali caselle può leggere, a chi può scrivere, quanto a lungo si conservano i dati.

2. Chief of Staff: aggiorna una presentazione e la consegna#

In un'altra schermata il Bot sta aggiornando un deck con dati presi da più strumenti e aspetta il permesso di inviarlo:

  1. riceve la richiesta di aggiornare la presentazione;

  2. recupera i numeri dagli strumenti indicati in conversazione;

  3. modifica il file e restituisce un nuovo link;

  4. l'utente chiede una slide in più e il Bot rimette mano al documento;

  5. la condivisione con il team parte solo dopo la conferma.

Schermata di Chief of Staff su iPhone: il Bot aggiorna una presentazione per il consiglio con dati presi da più strumenti, aggiunge la slide richiesta e la invia dopo la conferma
Chief of Staff rifà il deck con i numeri aggiornati, aggiunge la slide chiesta dall'utente e lo condivide con il team solo dopo il via libera. Schermata: Anysphere, App Store.

Rende bene l'idea di un agente che "va avanti finché il lavoro non è finito". Una schermata però non dimostra che ogni integrazione regga sempre, né che i dati estratti siano giusti. Prima di adottarlo vanno misurati quante attività arrivano in fondo, quanti errori ci sono, quante volte deve intervenire una persona e che qualità ha il file consegnato.

3. Sales Outbound e CRM#

Nel catalogo ufficiale, il Bot commerciale lavora di notte: cerca informazioni sulle aziende da contattare, dà un punteggio ai contatti in base ai segnali di interesse, scrive email e messaggi LinkedIn con lo stile del venditore e al mattino lascia una lista da approvare. Nell'annuncio xAI racconta anche di usare internamente un Bot di vendita che aggiorna il CRM con note tratte dalle trascrizioni delle chiamate e prepara i messaggi di follow-up.

Un flusso prudente, per un'azienda, potrebbe essere:

  1. ricerca delle aziende;

  2. proposta di come suddividerle;

  3. bozze dei messaggi;

  4. revisione da parte del commerciale;

  5. aggiornamento del CRM;

  6. invio solo se autorizzato.

Non esistono dati pubblicati sul tasso di risposta, né confronti di costo con un commerciale in carne e ossa o con altri agenti. Sono numeri da ricavare su un campione controllato.

4. Riproduzione dei bug#

Per i team tecnici, il caso d'uso ufficiale prevede che il Bot raccolga la discussione sul problema, rifaccia gli stessi passaggi nell'ambiente di prova, catturi il malfunzionamento e prepari un pacchetto con i passi per riprodurlo, screenshot e note sul traffico di rete. Nell'annuncio compare anche una variante: un Bot fa ricomparire il difetto nell'interfaccia, registra il ticket e affida il seguito a un secondo Bot specializzato nel debugging.

Qui il perimetro va tracciato con decisione: ambiente di staging, account di prova, accesso limitato al sistema dei ticket. Aprirgli la produzione prima di aver misurato falsi allarmi, azioni sbagliate e capacità di rimediare agli errori trasformerebbe una bella demo in un rischio per l'operatività.

Su quali dispositivi funziona#

Al lancio Grok Bot gira su macOS, Windows e iPhone (serve iOS 18 o una versione successiva). Non ci sono app per Linux, Android o iPad. Una conversazione iniziata sul telefono si può riprendere al computer, e intanto il lavoro prosegue sulla macchina nel cloud: il dispositivo che si ha in mano serve a seguire e controllare, non è per forza il posto in cui il lavoro viene eseguito.

Schermata di benvenuto dell'app Grok Bot su iPhone: il nome dell'app, il pulsante per accedere e intorno le icone colorate dei Bot
La schermata d'avvio dell'app per iPhone: dal telefono si seguono e si approvano i lavori che girano sul computer nel cloud. Schermata: Anysphere, App Store.

Skill, routine e lavoro di squadra#

Le skill sono competenze e istruzioni scritte una volta e riutilizzabili. Le routine trasformano un processo che si ripete in qualcosa che parte a orario o su richiesta. La documentazione permette anche di mostrare una volta il procedimento al Bot e fargli memorizzare i passaggi.

Questo evita di riscrivere ogni volta le stesse istruzioni, ma sposta il problema altrove: le istruzioni vanno tenute sotto controllo di versione, le routine vanno ricontrollate ogni volta che un sito o un'applicazione cambia aspetto, e ognuna deve avere una persona responsabile.

Tra i casi d'uso proposti da xAI ci sono il monitoraggio dei clienti, la selezione del personale, le note spese, le fatture, la pubblicità a pagamento, i questionari di sicurezza, l'organizzazione dei viaggi, l'assistenza clienti, l'analisi dei concorrenti e perfino il coordinamento di altri agenti nel cloud. Sono esempi del produttore, non risultati garantiti.

Dodici lavori, funzione per funzione#

Il catalogo ufficiale elenca decine di ruoli. Ne ho scelti dodici rappresentativi e li ho messi in una griglia: cosa consegna il Bot secondo xAI e il punto in cui serve l'occhio di una persona. Attenzione: sono scenari del produttore riordinati per poterli confrontare, nessuno li ha messi alla prova.

Area

Bot

Cosa consegna, secondo xAI

Dove deve intervenire una persona

Vendite

Account Research Specialist

Dossier sull'azienda: compatibilità, segnali, contatti

Controllo di fonti e priorità prima di contattarla

Vendite

Meeting Prep Buddy

Brief prima dell'incontro da calendario, CRM, note, Gong e Slack

Verifica di correttezza e riservatezza

Vendite

Deal Desk Coordinator

Note di contesto registrate in Salesforce

Via libera prima di scrivere nel CRM

Assistenza

Ticket Triage Specialist

Ticket classificati e risposte in bozza

Rilettura dei casi critici o poco chiari

Customer success

Account Health

Elenco dei clienti a rischio o pronti a crescere

Conferma dei segnali prima di muoversi

Selezione

Talent Scout

Candidati trovati, messaggi in bozza, colloqui in agenda

Controllo di pregiudizi, ATS e messaggi prima dell'invio

Amministrazione

Expense Manager

Riepilogo delle spese, ricevute, richieste di documenti mancanti

Approvazione di codifica e registrazione

Operations

Vendor Portal Operator

Operazioni ripetitive su portali di fornitori senza API

Conferma di rinnovi, acquisti e cambi di piano

Marketing

Paid Media

Proposta di spostare budget tra campagne

Approvazione prima di toccare le campagne

Marketing

Competitive Intelligence Analyst

Sintesi dei lanci dei concorrenti e dei messaggi ormai superati

Verifica delle fonti e della rilevanza

Sviluppo

Product Performance

Punti lenti, screenshot e nota tecnica

Un ingegnere riproduce il problema

Sicurezza

Security Questionnaire Filler

Questionari precompilati dal trust center e da vecchie gare

Revisione legale e di sicurezza prima dell'invio

Lo schema si ripete: il Bot raccoglie informazioni da più sistemi, prepara o aggiorna un documento e lascia l'azione delicata in attesa di approvazione. Nei casi migliori toglie ricerca, copia-incolla e coordinamento. La responsabilità, però, resta di chi il processo lo possiede.

Un caso, quattro approcci: il follow-up dopo una call#

Prendiamo un'attività concreta: scrivere il follow-up dopo una telefonata commerciale.

  • Con una chat, si incollano trascrizione e contesto, si ottiene una bozza e poi CRM e attività si aggiornano a mano.

  • Con un workflow builder, un evento fa partire l'importazione della trascrizione, una serie di passaggi preimpostati la lavora e il risultato finisce nei sistemi coperti dai connettori.

  • Con un computer agent, l'obiettivo si raggiunge muovendosi tra le interfacce grafiche, ma memoria e continuità dipendono da come è costruito lo strumento.

  • Con Grok Bot, il lavoro si assegna a un agente che conosce già il suo ruolo, entra negli strumenti autorizzati e conserva routine e file.

L'ultimo approccio non è automaticamente il migliore. Per processi stabili, con tanti casi e API affidabili, un flusso sempre uguale a sé stesso è spesso la scelta giusta: è il genere di automazione che si controlla meglio. Se serve solo una mano a scrivere, basta una chat. L'uso del computer diventa interessante quando i sistemi non hanno integrazioni pulite, il percorso cambia di volta in volta o il lavoro richiede di guardare lo schermo. Grok Bot ha senso soprattutto dove memoria e coordinamento tolgono davvero passaggi manuali.

Demo, prova controllata, produzione#

Sono tre livelli diversi e conviene non confonderli.

  1. La demo (schermate e trailer) mostra come il produttore racconta l'esperienza. Non dice come si comporta il prodotto sotto carico, quanto spesso sbaglia o se sa riprendersi quando un'interfaccia cambia.

  2. La prova controllata aggiunge compiti ripetibili, account separati, registri e una griglia di valutazione.

  3. La produzione chiede in più un responsabile, una traccia di controllo, la gestione degli incidenti, la revoca degli accessi e limiti espliciti sulle azioni che non si possono annullare.

Tenere distinti i tre livelli evita due errori opposti: scartare il prodotto perché è in beta, oppure scambiare una demo ben fatta per la prova che è affidabile in azienda. Le schermate aiutano a capire come si interagisce; solo una prova sul proprio processo dice se ne vale la pena.

Il rischio principale: un solo computer per tutti i Bot#

Tutti i Bot dello stesso account condividono cartelle, cookie, sessioni del browser e credenziali presenti nel terminale. Se un Bot entra nel CRM e un altro nella casella email, tecnicamente si muovono nello stesso spazio. Avere schermi separati aiuta a tenere ordine, non a isolare.

La regola d'oro con gli agenti: controllare prima di scrivere.

C'è poi il capitolo privacy. Grok Bot non supporta la Legacy Privacy Mode e la documentazione rimanda alle condizioni di privacy e sicurezza in vigore. Prima di caricarci dati sensibili, un'azienda deve valutare come vengono trattati, per quanto tempo restano, dove sono conservati, chi ha quali ruoli e cosa dicono i contratti.

Piani e prezzi#

Piano che dà accesso

Prezzo mostrato

Note

SuperGrok Heavy

Non indicato nella pagina consultata

Accesso alla beta confermato

Cursor Ultra

200 $ al mese

Con fatturazione mensile

Cursor Teams Premium

120 $ al mese per utente

Con fatturazione mensile

Enterprise

Non pubblicato

Lista d'attesa al lancio

Il prezzo del piano non è il costo del progetto. Mancano tutte le voci che si scoprono dopo: il tempo di chi supervisiona, gli account dei software collegati, gli incidenti, i controlli, la formazione e la manutenzione delle routine. Non sono stati pubblicati né benchmark indipendenti, né SLA, né numeri confrontabili sul tasso di completamento.

Come misurarlo davvero in un pilot#

Metrica

Come si calcola

Perché serve

Completamento dall'inizio alla fine

Attività chiuse senza aiuto diviso attività assegnate

Separa una bozza da un lavoro consegnato

Interventi umani

Quante volte e quanti minuti per attività

Dice quanta supervisione serve davvero

Errori reversibili e irreversibili

Quanti ogni 100 esecuzioni

Dà una misura al rischio operativo

Tempo al risultato

Mediana e 90° percentile

Impedisce che pochi casi veloci nascondano quelli lenti

Costo completo

Licenze più ore di lavoro più integrazioni

Rende onesto il confronto economico

Qualità del risultato

Griglia di valutazione scritta prima del test

Limita i giudizi dati a posteriori

La domanda giusta non è quale agente sembri più autonomo. È quale configurazione porta a termine più lavoro utile restando dentro un livello di rischio accettabile.

Cosa non si sa ancora#

  • Quanto è affidabile dall'inizio alla fine su processi lunghi e che cambiano.

  • Come va rispetto ad altri computer agent sugli stessi compiti.

  • Quanto costa l'uso oltre al prezzo del piano.

  • SLA, limiti di attività in parallelo e condizioni definitive per le aziende.

  • Come reagisce quando un'interfaccia cambia all'improvviso.

  • Verifiche indipendenti su sicurezza, capacità di rimediare agli sbagli e ritorno economico.

Un pilot di 30 giorni senza toccare la produzione#

Se volete provarlo, ecco come lo organizzerei, una settimana alla volta.

  1. Settimana 1. Si sceglie un solo processo reversibile, si creano account dedicati e si misura come va oggi, a mano: tempi, errori e qualità.

  2. Settimana 2. Si prepara un Bot con il minimo dei permessi e con l'obbligo di approvazione, e lo si fa lavorare su compiti già svolti in passato o costruiti apposta.

  3. Settimana 3. Entrano casi reali a basso impatto e si confronta Grok Bot con il metodo attuale, con la stessa griglia di valutazione.

  4. Settimana 4. Si misurano stabilità, interventi umani e costo completo, poi si decide se allargare, correggere o fermarsi.

I motivi per fermare tutto vanno scritti prima di cominciare: un'azione irreversibile non autorizzata, l'accesso a dati fuori dal perimetro, errori che si ripetono senza essere intercettati, l'impossibilità di ricostruire cosa ha fatto il Bot, oppure più lavoro per le persone rispetto a prima. Il successo di un pilot non si giudica dalla demo più scenografica, ma da un numero misurabile che migliora senza spingere il rischio oltre la soglia concordata.

Il mio parere#

Grok Bot propone un modello di lavoro completo: agenti che ricordano, un computer nel cloud, coordinamento tra Bot, routine e approvazioni, tutto nello stesso prodotto. Le schermate ufficiali rendono chiarissimi i flussi promessi. Non sostituiscono però una prova controllata.

Il punto su cui mi soffermerei è il computer condiviso. È allo stesso tempo ciò che dà continuità al lavoro e il principale punto debole sul fronte della sicurezza: chi lo adotta deve progettare account, permessi e approvazioni con la stessa cura con cui sceglie i casi d'uso.

Il mio giudizio, per ora, è positivo ma provvisorio, perché si basa sulla documentazione e non su una prova pratica. A favore giocano la completezza del modello e la chiarezza dei casi d'uso; lo frenano la mancanza di benchmark indipendenti, di SLA pubblici e di misure su costo complessivo, affidabilità e ritorno.

Il mio consiglio è partire da un processo piccolo e reversibile, con dati non critici e l'approvazione obbligatoria prima di ogni azione finale. Se volete capire quale dei vostri processi si presta, e come misurarlo, ne parliamo.

Domande frequenti#

Grok Bot è un chatbot?

Non solo. Si parla con lui come in una chat, ma può agire attraverso browser, file, terminale e applicazioni installate sul suo computer nel cloud.

Ogni Bot ha un computer tutto suo?

No. I Bot dello stesso account lavorano sullo stesso computer cloud e ne condividono file, sessioni aperte e credenziali disponibili.

Il trailer dimostra che i flussi funzionano sempre?

No. È materiale di lancio del produttore: mostra come xAI posiziona il prodotto, non è una prova indipendente.

Può mandare email senza che nessuno controlli?

I flussi possono prevedere approvazioni, e per l'Inbox Manager xAI dichiara che ogni invio aspetta il via libera. Le regole vanno comunque impostate e verificate da chi lo usa.

Da dove conviene cominciare?

Da un processo reversibile, in un ambiente separato, con dati non critici, un criterio di successo deciso prima e l'approvazione obbligatoria prima dell'azione finale.

8,1su 10

Il mio verdetto

Il modello di lavoro è completo: agenti che ricordano, un computer nel cloud, routine e approvazioni nello stesso prodotto. Il giudizio però resta provvisorio, perché si basa su documentazione, schermate e trailer: affidabilità, costi, prestazioni e ritorno vanno misurati sul proprio processo.

Cosa mi convince

  • Un computer nel cloud che resta, con browser, cartelle e terminale
  • Più Bot che si coordinano e si passano il lavoro
  • Skill e routine per ripetere i processi senza riscrivere le istruzioni
  • Approvazioni e presa di controllo nei passaggi delicati
  • Si usa da Windows, macOS e iPhone

Cosa non mi convince

  • Tutti i Bot dello stesso account condividono un unico computer
  • La Legacy Privacy Mode non è supportata
  • È una beta: niente benchmark indipendenti né SLA pubblici
  • Al lancio mancano Linux, Android e iPad
  • Costo complessivo, affidabilità e ritorno ancora da documentare

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