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Scena di Anthropic, fatta con Fable 5.1

BlogNovità AI

Due nomi, un solo modello. Per Anthropic Claude Fable 5.1 è il più avanzato al mondo per programmare e per il lavoro d’ufficio ad alto contenuto di conoscenza, oltre che un primo assaggio di quello che questi sistemi daranno alla ricerca scientifica.

Anthropic ha presentato due nomi nuovi, Claude Fable 5.1 e Claude Mythos 5.1, ma dietro c’è un unico modello: cambia solo il livello di protezione. Fable 5.1 lo può usare chiunque; Mythos 5.1 è riservato a chi passa dai programmi di accesso verificato, pensati per chi fa difesa informatica o lavora nelle scienze della vita.

Per chi paga le fatture, però, la notizia sta altrove. Fable 5.1 porta tre novità chieste da tempo dai clienti: spendere meno, non lasciare i propri dati sui server di Anthropic e avere filtri che blocchino meno lavoro legittimo.

Il prezzo. Il listino base non cambia, ma crolla il costo delle letture dalla cache: quando si manda al modello un testo che ha già elaborato di recente (istruzioni di sistema, un manuale, il codice di un progetto), quella parte viene riletta da una memoria temporanea e fatturata a parte. Secondo Anthropic, soprattutto grazie a questo taglio, nell’uso di tutti i giorni Fable 5.1 costa circa il 25% in meno di Fable 5, ovunque si paghi a token; nel lavoro molto agentico il risparmio arriva spesso intorno al 45%.

I dati. Molte aziende chiedevano la zero data retention, cioè la garanzia che il fornitore non conservi nulla delle conversazioni; senza dati, però, è difficile accorgersi degli abusi. La risposta si chiama Enterprise Frontier Safeguards (EFS): i dati stanno su un cloud gestito dal cliente e il controllo sugli abusi avviene comunque, con la stessa riservatezza della zero data retention. EFS arriverà a tappe dall’autunno; nel frattempo chi ne ha i requisiti può già usare Fable 5.1 con zero data retention.

I filtri. Sono stati ricalibrati per ridurre i falsi positivi, cioè i blocchi su richieste innocue. In cybersicurezza calano del 60%, in parte perché adesso Fable 5.1 è autorizzato a cercare vulnerabilità nel software, senza però arrivare a scrivere exploit. In biologia, insieme al governo degli Stati Uniti, è nato un programma per dare agli scienziati accesso alle capacità avanzate di Mythos 5.1; le iscrizioni erano annunciate come imminenti.

Prestazioni: il salto è nei compiti lunghi

Secondo Anthropic, Fable 5.1 fissa un nuovo riferimento per programmazione, lavoro d’ufficio e problemi che tengono il modello impegnato da solo per ore. Ogni modello Claude recente lavora a più livelli di sforzo (Low, Medium, High, extra-high, Max): più sforzo significa più ragionamento, risultati di solito migliori e più token pagati. I grafici qui sotto, con un punto per livello, sono la parte più utile dell’annuncio per chi paga a consumo: a Low e Medium Fable 5.1 fa quanto o più di Fable 5 spendendo molto meno. In Claude Code il livello predefinito è High, in Claude Cowork e su Claude.ai è Medium.

Terminal-Bench-Science 0.1Accuratezza vs costo
  • Fable 5.1
  • Fable 5
0102030405060101520304050Costo medio per compito (USD, scala logaritmica)Punteggio (%)lowmedhighxhighmaxlowmedhighxhighmax

L’errore statistico su questo test è di 3,5–4,5 punti per modello. Sulla classifica pubblica (tre prove per compito, in Claude Code) Claude Opus 5 fa 30,0% e Claude Fable 5 21,4%; la configurazione di Anthropic li riporta a 29,0% e 24,7%, dentro il margine di rumore.

Oltre ai numeri, Anthropic sostiene che Fable 5.1 non prende le scorciatoie che abbassano la qualità del lavoro e che è abbastanza capace da risalire alla radice di un problema software, invece di tamponarne i sintomi. L’esempio in vetrina viene dal fondo d’investimento Millennium: un arresto anomalo che si presentava più o meno una volta ogni milione di esecuzioni, inseguito per anni da persone e modelli, Fable 5 compreso. Fable 5.1 l’ha trovato.

Ecco il confronto sui benchmark principali:

Fable 5.1Fable 5Opus 5GPT-5.6 Sol
Ricerca scientifica agenticaTerminal-Bench-Science 0.1[1]52,6%24,7%29,0%22,4%
Programmazione agenticaTerminal-Bench 4.055,8%60,9% con Mythos 5.142,0%52,3%37,3%
Lavoro d’ufficioGDPval-AA v21853172318241711
Uso del computerOSWorld 2.0[2]77,9%parziale72,9%parziale75,4%parziale—parziale
Uso del computerOSWorld 2.041,7%rigoroso36,1%rigoroso39,6%rigoroso—rigoroso
Ragionamento multidisciplinareHumanity’s Last Exam60,9%senza strumenti57,8%senza strumenti56,6%senza strumenti—senza strumenti
65,0%con strumenti63,8%con strumenti63,6%con strumenti—con strumenti
Flussi di lavoro aziendaliAutomationBench31,4%17,1%26,9%19,6%
Programmazione agenticaCursorBench 3.2.073,4%70,5%70,0%67,2%
I test su Fable 5.1 sono stati fatti con i filtri di produzione accesi. Dove un filtro è intervenuto, su OSWorld 2.0 Fable 5.1 e Fable 5 hanno preso zero, e lo stesso è successo a Fable 5 su AutomationBench; negli altri casi il compito è passato a un altro modello, Claude Opus 4.8 per la cybersicurezza e Claude Opus 5 per la biologia. Secondo Anthropic questo probabilmente abbassa i punteggi di entrambi i Fable.

Anthropic ha raccolto le impressioni di una ventina di partner con accesso anticipato. Oltre ai miglioramenti misurati, molti notano differenze più difficili da mettere in un grafico: come il modello scrive e come ragiona. Sono testimonianze scelte dal produttore, quindi utili per capire dove guardare, non come prova indipendente.

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Citazione

“Sui benchmark interni Claude Fable 5.1 risolve più dei nostri problemi di programmazione rispetto a Fable 5 o a Opus 5, e sull’intuizione di trading arriva allo stato dell’arte. I modelli precedenti diventavano difficili da seguire quanto più a lungo lavoravano; Fable 5.1 resta leggibile anche in compiti lunghi, fatti di molti passaggi.”

AziendaJane Street Capital
AutoreCraig Falls, Head of Quantitative Research
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“Il giorno stesso del lancio spostiamo su Claude Fable 5.1 il traffico di Devin che oggi va su Opus 5. Nelle nostre prove ha eguagliato Fable 5, o l’ha superato di poco, con un costo per compito più basso; e con il nuovo prezzo delle letture dalla cache un modello di classe Fable diventa finalmente conveniente anche per il lavoro che finora tenevamo su Opus, a partire dalla code review.”

AziendaCognition
AutoreWalden Yan, Co-founder e CPO
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“C’era un pezzo di codice con un crash rarissimo, circa una volta su un milione di esecuzioni, che da quattro o cinque anni nessuno nel team riusciva a spiegare. Tutti i modelli che ho provato, compreso Fable 5, non lo trovavano: Claude Fable 5.1 ci è riuscito per primo. Ha disassemblato una libreria di un fornitore esterno, l’ha confrontata con il core dump e ha fatto risalire il crash a un bug proprio in quella libreria. Il tempo che ci sarebbe voluto per un’analisi del genere è difficile da giustificare.”

AziendaMillennium
AutoreDamien, Senior Portfolio Manager
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“In circa tre giorni Claude Fable 5.1 ha messo in piedi un prototipo complesso. Per cominciare ha esaminato il codice e la documentazione di tutti i nostri servizi e ne ha ricavato un design nuovo ed estendibile; poi ha lavorato da solo per ore, con solidi cicli di verifica, fino a implementare l’intero prototipo. Al mattino trovavo completata la fase successiva, con una presentazione visiva di tutto ciò che aveva costruito e prove chiare del risultato.”

AziendaMongoDB
AutoreRon Sanzone, Staff Software Engineer
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“È un Fable alla mano: intelligenza da Fable, prezzo da Opus, velocità da Sonnet. Nei nostri test andava all’incirca al doppio di Opus 5 consumando la metà dei token: per chi lavora ogni giorno con Opus, passare a questo è ovvio.”

AziendaEvery
AutoreDan Shipper, CEO
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“Sulla suite di ricerca che usiamo, Claude Fable 5.1 ha stabilito i nuovi punteggi migliori. In un caso ha trovato una soluzione originale seguendo una direzione del tutto diversa da quelle viste finora negli altri modelli o nei ricercatori umani, e ha spinto i risultati ben oltre il plateau di prima. È più forte nella soluzione creativa dei problemi e in quel lampo di intuizione che serve davanti a un problema difficile.”

AziendaIMC
AutoreMarquis Wong, Principal AI Engineer
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“Nelle prove che facciamo di continuo sui modelli di AI, i risultati di Claude Fable 5.1 sono stati notevoli. Usato con Claude Code, ha trovato la causa giusta di ogni build rotta che gli abbiamo sottoposto, qualunque fosse il livello di sforzo. E comunica meglio dei modelli Anthropic che l’hanno preceduto, con aggiornamenti più sintetici e più facili da seguire.”

AziendaRed Hat
AutoreJosh Boyer, Distinguished Engineer
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“Per Rakuten Medical abbiamo fatto rivedere a Claude Fable 5.1 un progetto di ricerca clinica già approvato da altri tre modelli di frontiera. Ha individuato una lacuna sfuggita a tutti e tre e ha insistito per verificarla più a fondo. Poi ha proposto un’ipotesi completamente nuova: in un solo pomeriggio un dataset che consideravamo chiuso è diventato una nuova pista di ricerca. È la prima volta che un modello di frontiera come Claude ci dà la possibilità di esplorare nuova ricerca in questo modo.”

AziendaRakuten
AutoreFelix Giovanni Virgo, Principal AI Engineer
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“Claude Fable 5.1 è davvero intelligente. Nella nostra valutazione di 30 giorni in cui deve mandare avanti un’attività simulata, con pieno accesso a strumenti Square, clienti, dipendenti e fornitori anch’essi simulati, ha reso molto di più per ogni token rispetto a Opus 5. Vogliamo usarlo per gli scenari più complessi, quelli che prima richiedevano giorni alla lavagna, così i nostri team di ingegneria possono continuare ad andare veloci.”

AziendaSquare (Block)
AutoreWillem Avé, Global Head of Product
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“Per ricerca, progetti da zero e lavori a lungo orizzonte userei senza esitazioni Claude Fable 5.1 come orchestratore. In una sessione autonoma di 38 ore su un problema di machine learning ha riconosciuto in un risultato precedente un artefatto delle etichette, lo ha corretto, ha avviato sei esperimenti paralleli che hanno girato per tutta la notte ed è tornato con un risultato e con i passi successivi. Quando gli abbiamo chiesto, senza altri vincoli, di trovare il problema di maggior impatto che nessuno stava seguendo, ha scovato un allarme senza responsabile collegato a un’interruzione in produzione, ne ha tirato fuori i log e ha indicato come risolverlo.”

AziendaRamp
AutoreDwight Temple, Sr. Machine Learning Engineer
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“In Claude Fable 5.1 spicca la scrittura: più chiara, più densa di significato, e più fedele alle nostre linee guida. Nei test alla cieca contro Fable 5 ho preferito i suoi testi e i suoi risultati. In Canva Code, poi, ha creato un gioco musicale a ritmo con musica vera e un gameplay sincronizzato sul livello che aveva generato: nessun altro modello provato ci era arrivato.”

AziendaCanva
AutoreDanny Wu, Head of AI
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“Sulla nostra valutazione PowerPoint le presentazioni di Claude Fable 5.1 sono le migliori di tutti i modelli testati, sia per la fattura delle slide sia per la completezza con cui rispondono al tema di ricerca. La stessa completezza si è vista nella valutazione sulle citazioni, dove ha ricordato meglio degli altri i fatti contenuti nei documenti finanziari. E davanti a domande complesse, in più parti, è il primo modello che abbiamo visto rispondere a tutte.”

AziendaHebbia
AutoreAabhas Sharma, CTO
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“Una nostra modifica toccava oltre otto servizi sparsi in tre codebase. Claude Fable 5.1 ha ricostruito tutto il flusso da un capo all’altro, nel minimo dettaglio: dalla chiamata che arriva al servizio giù fino alla singola funzione, alle tabelle e alle righe del database, senza sbagliare nulla. È stato prezioso poter provare il modello e dare il nostro riscontro, per prepararci a una frontiera in cui potremo affidarci sempre di più a questi strumenti per progetti più ambiziosi.”

AziendaPlaid
AutoreAditya Gupta, Staff Software Engineer
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“In tutte le nostre batterie di valutazione i giudici hanno preferito Claude Fable 5.1 a Fable 5 con un rapporto di circa 2 a 1: domande di conoscenza quotidiana, ricerche mirate, bozze e documenti, sempre con risposte più ancorate alle fonti. Così Fable 5.1 è diventato il modello che raccomandiamo in tutti i casi in cui prima indicavamo Fable 5.”

AziendaGlean
AutoreNilesh Dalvi, Engineering Lead
Citazione

“Sui problemi più duri che affrontiamo, Claude Fable 5.1 prende nettamente le distanze da ogni altro modello provato. Su un problema da «grande sfida», il nostro banco di prova da 18 mesi, ha fatto passi avanti concreti. Invece di perdersi a collezionare dettagli, ha tracciato collegamenti chiari in zone ancora inesplorate, come non ne ho visti altrove. E un kernel di calcolo su cui Fable 5 si era arenato l’ha reso più veloce di circa il 35%.”

AziendaiGent
AutoreSean Ward, Co-founder e CEO
Citazione

“Sul benchmark più difficile che abbiamo per gli agenti nel browser, l’82% dei compiti è andato a buon fine con Claude Fable 5.1, in circa 10 minuti ciascuno, contro il 74% di Opus 5 e il 57% di Fable 5, e con meno token di entrambi. In ogni aspetto che misuriamo ci sembra più forte di Fable 5. E il lavoro che fa è sempre nella misura giusta: su centinaia di compiti misurati non ha mai superato un punto in cui doveva fermarsi.”

AziendaBrowserbase
AutoreMiguel Gonzalez, Technical Lead
Citazione

“Sul benchmark di finanza che usiamo internamente Claude Fable 5.1 ha la stessa accuratezza di Fable 5 con il 20% di token in meno. Anche nella generazione di slide i progressi sono grandi: spiega dati complessi con un inglese più semplice e li trasforma in grafici più vicini a quelli di una banca d’affari.”

AziendaRogo
AutoreAlex Wang, Applied AI
Citazione

“Nel lavoro lungo e senza supervisione Claude Fable 5.1 si trova più a suo agio di Fable 5. Alcuni miei flussi sono andati avanti per parecchio senza che perdesse il filo: si tiene i propri appunti, rivede le priorità quando qualcosa cambia e riparte da dove si era fermato.”

AziendaShopify
AutoreBen Lafferty, Senior Staff Engineer
Citazione

“Su RedlineBench, il nostro benchmark sulla revisione dei contratti, il salto rispetto a Fable 5 è enorme: Claude Fable 5.1 passa da 47,9 a 57,0. Il grosso del guadagno sta nella qualità della prima risposta, dove il punteggio precedente raddoppia, ma cresce molto anche l’accettazione da parte della controparte. Le modifiche che propone sono inoltre più asciutte, con interventi mediamente più piccoli sui documenti.”

AziendaCrosby
AutoreRaymond Lin, Member of Technical Staff
Citazione

“Nelle nostre valutazioni sulle indagini degli incidenti Claude Fable 5.1 è tra i modelli migliori. Le facciamo su incidenti veri avvenuti in produzione, per capire quanto bene il nostro agente, Bits Investigation, ne ricostruisce le cause, e confrontiamo le sue conclusioni con quelle dei nostri ingegneri. Qui ha ragionato in modo più solido di Opus 5 ed è riuscito a diagnosticare gli incidenti di produzione più complessi che abbiamo provato.”

AziendaDatadog
AutoreDaniel Shan, Staff Engineer
Citazione

“Su CursorBench 3.2 non abbiamo mai fatto girare un modello più capace di Claude Fable 5.1: 73,4% allo sforzo massimo. È particolarmente bravo a verificare il proprio lavoro, e questo gli permette di portare a termine compiti di programmazione difficili dall’inizio alla fine.”

AziendaSpaceXAI
AutoreSualeh Asif, Director of ML
Citazione

“I modelli e i sistemi li valutiamo su flussi di lavoro reali degli investitori. Su FrontierFinance, il nostro benchmark di finanza più recente, Claude Fable 5.1 fa un netto passo avanti rispetto a Fable 5: 55,9% di punteggio a rubrica contro 49,2%. Il merito è della sua capacità di scavare più a fondo nelle fonti autorevoli: davanti a una domanda sui risultati trimestrali è andato dritto alla trascrizione della conference call e ha riportato le cifre esatte citate dal management, mentre altri modelli si fermavano a resoconti di seconda mano.”

AziendaSamaya
AutoreYuhao Zhang, Research Lead
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Citazioni dei partner tradotte da me dall’originale inglese.

Ricerca scientifica

Anthropic ha verificato come se la cavano Fable 5.1 e Mythos 5.1 nella ricerca, spaziando tra molte discipline. Per l’azienda i primi esempi, quelli che seguono, si sommano agli indizi che questi modelli stanno per dare contributi importanti alla scoperta scientifica.

Proteine che si legano meglio. Molti farmaci funzionano agganciandosi a un bersaglio nell’organismo: per bloccarlo, per attivarlo o per portargli qualcosa. Più l’aggancio è forte (si parla di affinità), più il farmaco può funzionare a dosi basse, e progettare una molecola che si lega bene, un binder, è il primo passo di molte terapie. Anthropic ha dato a Mythos 5.1 strumenti open source per progettare e ripiegare proteine, poi ha fatto verificare in laboratorio i suoi progetti da due organizzazioni esterne. Su tre bersagli[3] l’affinità ottenuta è risultata dieci volte superiore ai migliori progetti presentati alle gare di Adaptyv Bio; e quasi la metà dei progetti, su 12 bersagli, si è rivelata un binder valido, mentre oggi di solito ci si ferma al 10–15%. È il tasso più alto mai misurato da Anthropic.

I binder progettati da Claude (in arancione) attorno a ciascuno dei 12 bersagli (in grigio). Ogni progetto mostrato ha superato la prova di laboratorio; le strutture sono previsioni fatte con ESMFold2.

Una nuova mappa di Venere. Con Fable 5.1 è nata una rete neurale, addestrata dal modello stesso, che ricostruisce le altezze di un terzo del pianeta Venere ad alta risoluzione. Il materiale di partenza: le immagini radar della missione Magellan della NASA, vecchie di oltre trent’anni, e una mappa che copriva già un quinto del pianeta. La nuova mappa distingue dettagli di due o tre chilometri, dove prima si arrivava a 10–20, e misura le altezze fino al 25% meglio.

La mappa è pubblicata con licenza Creative Commons, in vista delle missioni VERITAS della NASA ed EnVision dell’ESA: l’idea è aiutare a scegliere quali strutture geologiche osservare. Il confronto per immagini procede in tre passi, più un breve video su un piccolo vulcano.

Modelli di biologia più veloci. In biologia computazionale si fanno girare di continuo, su GPU, modelli specializzati, e la loro lentezza frena la ricerca. Mythos 5.1 ha scritto kernel GPU su misura e ha messo in cache i risultati intermedi: sette modelli open source ora girano fino a 2,5 volte più veloci, con risultati identici.

Sembra poco, ma questi modelli in un esperimento girano migliaia di volte, per esempio per provare ogni mutazione possibile vicino a ogni gene umano: sulle analisi dell’intero genoma Anthropic stima costi GPU più bassi del 30–60%. Un lavoro così richiederebbe settimane a un gruppo di ingegneri specializzati nelle prestazioni, spesso fuori dalla portata di un laboratorio universitario: a Mythos 5.1 sono bastati pochi giorni, partendo solo dal codice pubblico. Anthropic ha annunciato che rilascerà le ottimizzazioni come open source.

Accelerazione dell’inferenza
ChromBPNet (6M)sequenza DNA da 2,1 kb1,6×Flashzoi (200M)sequenza DNA da 524 kb1,8×Enformer (250M)sequenza DNA da 196 kb1,4×Profluent-E1 (600M)proteina da 1.024 amminoacidi1,6×ProGen2 (6.4B)proteina da 512 amminoacidi2,5×Evo 2 (7B)sequenza DNA da 8 kb1,6×Evo 2 (40B)sequenza DNA da 8 kb1,4×Implementazione originale0123Accelerazione su una NVIDIA H100 (×)

Quanto sono più veloci sette modelli open source di proteine e genomica, misurati su una NVIDIA H100.

Più crescono le capacità scientifiche dei modelli, più Anthropic investe sul fronte della ricerca. Attorno al modello ci sono altre iniziative: il Model Hardware Standard, mostrato in anteprima la settimana prima, per far comandare a Claude strumenti di laboratorio in modo diretto e sicuro; il programma AI for Science, con crediti gratuiti per i ricercatori che lavorano a progetti ad alto impatto; un piano Claude Team per scienziati a prezzo molto scontato. Il tutto rientra nel sostegno agli scienziati che l’azienda ha ampliato.

Sicurezza e allineamento

Negli ultimi due anni le capacità agentiche dei modelli sono cresciute molto. Più autonomia vuol dire più rischi, e Anthropic lo scrive chiaramente, documentandolo: il lavoro su sicurezza e allineamento deve crescere alla stessa velocità delle capacità. Alla vigilia del lancio l’azienda ha diffuso un rapporto su come intende rafforzare questo lavoro; i test completi, fatti in parte anche da ricercatori esterni, sono nella System Card. Ecco la sintesi.

Armi chimiche e biologiche. Esperti di red teaming, valutazioni automatiche e un’esercitazione in cui biologi con dottorato lavoravano fianco a fianco con esperti di AI hanno misurato quanto Mythos 5.1 potrebbe aiutare a costruire armi di questo tipo, e se reggesse il confronto con specialisti umani. Le sue capacità superano quelle di Mythos 5, ma restano sotto la soglia di rischio successiva della Responsible Scaling Policy. Per questo esce con le protezioni già usate per Mythos 5, che tengono chiuse le capacità di biologia da laboratorio di ricerca.

Rischi informatici. Con le protezioni cyber spente, Mythos 5.1 mostra le capacità informatiche più forti che Anthropic abbia mai rilasciato, pur restando nella categoria di rischio più bassa del Frontier Compliance Framework. I filtri di Fable 5.1 sono stati messi sotto pressione da test interni di tipo dinamico, da due organizzazioni esterne e dagli attacchi automatici di Gray Swan. Come già per Fable 5 e Opus 5, nessuno ha trovato un jailbreak di gravità critica.

Agenti e prompt injection. Le prompt injection sono istruzioni ostili nascoste nei contenuti che il modello legge, per esempio in una pagina web o in un documento. Davanti a richieste malevole, nei compiti di programmazione e di uso del computer, Mythos 5.1 dice di no con una frequenza simile a quella di Opus 5, Sonnet 5 e Mythos 5; su un benchmark esterno di prompt injection è il più resistente tra i modelli Anthropic. Per chi pensa di mettere un agente a leggere la posta o a navigare siti di terzi è l’informazione più rilevante: un modello che ci cade meno è più usabile, ma non immune.

Allineamento: meglio, non perfetto. Le verifiche sono state tante: test di comportamento statici e interattivi, analisi del ragionamento interno con autoencoder in linguaggio naturale (strumenti che traducono in parole ciò che succede dentro il modello), prove sulle capacità che servirebbero a un modello disallineato, controllo dei dati di addestramento, uso pilota interno e rapporti di tester esterni. Secondo l’audit automatico, su gran parte delle metriche il nuovo modello è allineato meglio del predecessore. Rispetto a Mythos 5 cerca molto meno risorse fuori dall’ambiente di prova davanti a un compito impossibile, si convince meno spesso di trovarsi in una simulazione per giustificare le proprie azioni, ignora meno spesso vincoli espliciti e prova meno spesso, riuscendoci meno, a «barare» sulla ricompensa durante l’addestramento (il reward hacking).

I test però hanno trovato che il modello, a volte, riesce ancora a scavalcare i controlli di approvazione e i classificatori della modalità automatica. E Anthropic ammette che i suoi controlli automatici vedono poco nei lavori con contesto lunghissimo e negli scenari con più agenti, e che i compiti impossibili sono coperti meno di quanto vorrebbe. Per un’azienda il messaggio è semplice: permessi limitati e approvazioni umane sulle azioni che contano restano necessari.

Accanto ai test, Anthropic ha rivisto le salvaguardie con un obiettivo dichiarato: rendere i modelli più utili senza cedere sulla sicurezza.

Le EFS in pratica. Con le Enterprise Frontier Safeguards Anthropic può accorgersi degli abusi e intervenire, mentre il cliente enterprise gode della stessa riservatezza della zero data retention: i dati restano nel cloud del cliente e l’eventuale revisione umana, per impostazione predefinita, la fa il cliente. Il sistema è stato sviluppato con più di 100 aziende di finanza, sanità, manifattura, telecomunicazioni, legale, commercio e pubblica amministrazione, con AWS, Google Cloud e Azure. Sarà disponibile su Claude Code, Claude Enterprise, Claude Platform (anche su AWS), Amazon Bedrock, Agent Platform di Google e Microsoft Foundry, a fasi dall’autunno. I dettagli sono in una pagina dedicata e l’accesso si chiede con un modulo.

Per un’azienda italiana che lavora con dati sensibili (studi professionali, sanità, finanza) è la novità più interessante dell’annuncio, perché sposta la domanda «dove finiscono i miei dati?» su un’infrastruttura che il cliente controlla. Resta da vedere, piattaforma per piattaforma, con quali condizioni arriverà.

Biologia e cybersicurezza: filtri più precisi. Sulle domande di biologia di base e su quelle mediche i nuovi filtri, validi sia per Fable 5.1 sia per Fable 5, intervengono l’85% in meno rispetto a quelli rilasciati con Fable 5; le richieste di ricerca e sviluppo nelle scienze della vita vengono però ancora dirottate sui modelli Opus. Fable 5.1 può ora cercare vulnerabilità nel codice sorgente per scopi difensivi, e chi usa Claude Code vedrà in media circa il 60% in meno di interruzioni dei filtri cyber per sessione. Restano dirottati sui modelli Opus i lavori a doppio uso: test di penetrazione, scrittura di exploit e ricerca di vulnerabilità nei file binari.

Una stretta contro la distillazione. La distillazione è il travaso delle capacità di un modello forte in un altro, spesso su scala industriale con migliaia di account falsi, e rischia di far circolare quelle capacità senza protezioni. Per gli account API creati dal giorno del lancio non si può più ritoccare a mano ciò che Claude ha scritto nei turni precedenti di una conversazione conservando insieme la traccia del suo ragionamento: si chiude così una tecnica nota. Gli account esistenti per ora non sono toccati, ma la regola varrà per tutti nei prossimi rilasci; un piccolo numero di integrazioni dovrà essere adattato; le modifiche ancora possibili sono spiegate in un articolo dell’Help Center.

Mythos 5.1: a chi è riservato

Mythos 5.1 è lo stesso Fable 5.1 con filtri più larghi, pensati per persone e organizzazioni verificate che le restrizioni su cyber e scienze della vita ostacolano nel lavoro. Si passa da due programmi:

  • Cyber Verification Program (CVP): oggi apre modelli di fascia Opus e Sonnet con protezioni cyber allentate, per chi fa sicurezza difensiva; presto si aggiungeranno quelli della fascia Mythos. La candidatura si presenta online.
  • Life Sciences Verification Program (LSVP): per i professionisti delle scienze della vita, con salvaguardie tarate sulla ricerca professionale e tutte le altre protezioni attive. I primi partecipanti sono stati scelti insieme al governo statunitense, con l’intenzione di allargare poi alla comunità.

Anche Claude Security, il prodotto che analizza le codebase in cerca di falle e propone correzioni da far approvare a una persona, ora gira su Mythos 5.1.

Il watermark dell’AI Act

A luglio 2026 Anthropic ha firmato, insieme ad altri 190 soggetti tra cui diversi grandi fornitori di modelli, il Codice di condotta europeo sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, previsto dall’AI Act.

La conseguenza pratica è un watermark: un segnale numerico, invisibile, che permette di stimare quanto è probabile che Claude abbia partecipato alla scrittura di un testo, applicato agli output dei modelli usciti dopo il 2 agosto 2026. Secondo Anthropic, come ha spiegato, il watermark non si vede senza l’apposita API di rilevamento, non peggiora in modo pratico qualità e contenuto delle risposte e non porta con sé informazioni sull’utente, sulla sua azienda o sulle sue conversazioni.

La legge chiede anche uno strumento per verificarlo. Anthropic lo sta distribuendo come API in anteprima privata, aperta a chi la norma indica (autorità di controllo, forze dell’ordine, giornalisti, fact-checker, ricercatori indipendenti, scuole e università, società civile europea) e alle imprese che devono controllare il watermark per essere a loro volta in regola. L’accesso si allargherà col tempo; chi è interessato può registrarsi con un modulo.

Un lettore qualsiasi, quindi, per ora non ha un modo pubblico per capire da solo da dove viene un testo. La testata DDay ha trasformato questo limite in un esperimento: ha fatto scrivere a Fable 5.1 l’articolo sul suo stesso lancio, usando come materiale il blog di Anthropic, la System Card e altre fonti, per conservarlo e controllarne il watermark più avanti. Il giudizio: informazioni in genere corrette, ma prosa poco convincente, qualche passaggio troppo compresso e un errore sul modello che subentra per le richieste di biologia. Costo dell’esperimento: 17,74 euro di crediti. Se volete capire cosa chiede l’AI Act alle aziende che usano questi strumenti, ne parlo nella guida sull’AI Act dal 2 agosto 2026.

Quanto costa e dove si usa

Fable 5.1 è disponibile su tutte le piattaforme dal giorno del lancio, comprese Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure; nell’API di Claude si chiama claude-fable-5-1.

Il listino resta quello di Fable 5: 10 $ per milione di token in ingresso e 50 $ in uscita. Le letture dalla cache scendono del 75%, a 0,25 $ per milione, ovunque l’uso si paghi a token: prima costavano 1 $.

Anthropic ha misurato l’effetto su quattro settimane di uso reale, ad agosto 2026, a prezzo a consumo e con lo sforzo predefinito. Il grafico mostra da dove viene la differenza:

Costo indicizzato dell’uso di Fable
  • Letture dalla cache
  • Tutti gli altri token
Carico di lavoro tipico0255075100Costo indicizzato (Fable 5 = 100)100Fable 575 (~25% in meno)Fable 5.1Carico molto agentico0255075100Costo indicizzato (Fable 5 = 100)100Fable 555 (~45% in meno)Fable 5.1

Gli stessi carichi di lavoro fatturati a consumo, con lo sforzo predefinito, su Fable 5 e su Fable 5.1: quattro settimane di uso reale ad agosto 2026. Il carico tipico comprende l’uso di Fable in Claude Enterprise, Claude Code e via API; quello molto agentico il lavoro pieno di contesto e di strumenti, dove le letture dalla cache sono la voce principale.

Il dettaglio interessante è come si compone il totale. Nel carico tipico la cache pesava 40 punti su 100 con Fable 5 e ne pesa 11 con Fable 5.1, mentre tutti gli altri token passano da 60 a 64. Nel carico agentico la cache scende da 65 a 17, gli altri token salgono da 35 a 38. Il risparmio viene tutto dalla cache; il resto cresce un po’.

Anthropic dice di lavorare per portare molti di questi miglioramenti anche al resto della famiglia Claude. Mythos 5.1 resta invece riservato a difensori informatici e scienziati verificati, per ora solo negli Stati Uniti: l’azienda lavora con il governo americano per estenderlo a partner nazionali e internazionali, senza tempi precisi. Chi fa difesa informatica può segnalare interesse attraverso il CVP.

Due scenari inventati, con prezzi di listino e lo stesso numero di token per entrambi i modelli (senza il costo di scrittura nella cache, che l’annuncio non riporta):

ScenarioFable 5Fable 5.1Risparmio
Agente di programmazione: 6,5 milioni di token letti dalla cache, 200.000 in ingresso, 30.000 in uscita10,00 $5,13 $circa 49%
Assistente su un manuale, 1.000 conversazioni: 40 milioni dalla cache, 1,5 milioni in ingresso, 600.000 in uscita85,00 $55,00 $circa 35%

Nel primo caso la cache vale 6,50 $ su 10 con Fable 5 e 1,63 $ con Fable 5.1; nel secondo passa da 40 $ a 10 $, mentre ingresso (15 $) e uscita (30 $) non cambiano. Il risparmio reale dipende da quanto il vostro lavoro rilegge testo già visto: va misurato sui log, non preso dalla media di qualcun altro.

Cosa significa per un’azienda

Tradotto in scelte concrete, l’annuncio suggerisce tre mosse.

  1. Se usate già Fable 5 via API o in Claude Code, il passaggio a Fable 5.1 costa lo stesso a listino e quasi sempre meno in bolletta, grazie alla cache. È il caso più semplice: provate il nuovo modello sugli stessi compiti e confrontate costi e risultati sui vostri log.
  2. Se avete scartato gli agenti perché troppo cari, il taglio sulla cache cambia i conti proprio dove pesava di più: flussi lunghi che rileggono documenti, codice o istruzioni. Vale la pena rifare il calcolo, partendo dai livelli di sforzo più bassi, dove Fable 5.1 rende già molto.
  3. Se trattate dati sensibili, tenete d’occhio le EFS: fino al loro arrivo la strada resta la zero data retention, per chi ne ha i requisiti.

In tutti e tre i casi il consiglio è lo stesso: un pilota piccolo e misurato prima di spostare processi che funzionano. Se vi serve una mano a impostarlo, è il tipo di lavoro che faccio con la consulenza AI.

Il mio parere

Fable 5.1 mi sembra un aggiornamento sostanzioso proprio dove serve di più alle aziende che costruiscono agenti: lavori lunghi, programmazione, ricerca. E il taglio sulla cache è la notizia più concreta, perché rende sostenibili i flussi che rileggono molto contesto, cioè quasi tutti gli agenti seri. Separare Mythos da Fable è una scelta di governo comprensibile per capacità che si possono usare sia per difendere sia per attaccare.

Tre cautele, però. I benchmark li ha pubblicati quasi solo Anthropic. Mythos resta chiuso e, per ora, americano. E il watermark esiste ma nessuno fuori dal giro può verificarlo. Prima di spostare un sistema che funziona farei come sempre un pilota controllato sui propri repository, documenti, regole interne e volumi, misurando qualità, costo, tempi e interventi umani.

Cosa resta da chiarire

  • Mythos fuori dagli Stati Uniti: l’espansione è promessa, ma senza tempi né criteri completi.
  • EFS: il rilascio è a tappe e disponibilità, configurazioni e condizioni possono cambiare da piattaforma a piattaforma.
  • Watermark: con l’API chiusa non si possono ancora valutare su larga scala affidabilità, resistenza alle modifiche del testo e falsi positivi.
  • Benchmark: mancano prove indipendenti fatte tutte nelle stesse condizioni.
  • Costi reali: il 25–45% dipende da quanto si usa la cache e non vale in automatico per ogni carico di lavoro.

Se volete capire quanto risparmiereste davvero, il primo passo è guardare i vostri log di utilizzo: posso aiutarvi a impostare il confronto.

Per iniziare

Fable 5.1 è nei piani Claude e nell’API dal giorno del lancio. Se volete capire che cosa cambia per la vostra azienda, si parte da qui.

Note

1Terminal-Bench-Science 0.1: l’errore statistico dichiarato è di circa 3,5–4,5 punti per ciascun modello. Sulla classifica pubblica (tre prove per compito, dentro Claude Code) Claude Opus 5 risulta al 30,0% e Claude Fable 5 al 21,4%, mentre la configurazione di Anthropic li riporta al 29,0% e al 24,7%: differenze che stanno dentro il margine di rumore.

2OSWorld 2.0: i punteggi usano la versione dei compiti che gli autori del test hanno pubblicato ad agosto 2026, e Anthropic ha rifatto girare nelle stesse condizioni solo Fable 5 e Opus 5. Dato che i file dei compiti sono cambiati, questi numeri non si possono mettere accanto ai risultati di OSWorld 2.0 usciti in passato: per questo nella colonna dei concorrenti non c’è nulla.

3EGFR, Nipah G e 15-PGDH: sono questi i tre bersagli, tratti dalle gare di progettazione di proteine di Adaptyv Bio. Su Nipah G il confronto riguarda i progetti creati da zero che puntano al sito dove il virus aggancia il recettore, sulla «testa» della proteina G: lì il migliore delle gare stava intorno a 8–12 nM (N1032). Un progetto di Nick Boyd ed Escalante Bio rivolto a un’altra regione, lo «stelo», aveva raggiunto circa 1,4 nM (design_7), un valore paragonabile al miglior binder di Anthropic. In questa misura, più il numero è basso, più il legame è forte.

Per approfondire

1.La System Card dei due modelli, con tutti i test.Leggila

2.Tutto sulle Enterprise Frontier Safeguards.Approfondisci

3.Il modulo per chiedere l’accesso alle EFS.Apri il modulo

4.Come sono cambiate le salvaguardie di biologia.Leggi

5.Il sostegno di Anthropic agli scienziati.Leggi

6.Il lavoro precedente di Claude sulla progettazione di proteine.Leggi

7.Il lavoro precedente di Claude in matematica.Leggi

8.Il Model Hardware Standard.Approfondisci

9.La pagina di lancio di Anthropic, da cui vengono struttura e dati di questa pagina.Vai alla fonte

Domande frequenti

Fable 5.1 e Mythos 5.1 sono modelli diversi?

No. Anthropic li presenta come un unico modello distribuito con due livelli di salvaguardie: Fable 5.1 per tutti, Mythos 5.1 con filtri più permissivi per organizzazioni verificate.

Quanto costa Fable 5.1 via API?

10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, come Fable 5. Le letture dalla cache scendono invece a 0,25 dollari per milione (−75%).

Il risparmio del 25–45% vale per tutti?

No. È una stima di Anthropic su carichi reali di agosto 2026 e dipende da quanta parte del lavoro rilegge contesto già in cache. Va verificato sui propri volumi.

Il watermark dell’AI Act è già attivo?

Secondo Anthropic sì, sugli output dei modelli usciti dopo il 2 agosto 2026. L’API per rilevarlo però è in anteprima privata e riservata a soggetti idonei.

Fable 5.1 può cercare vulnerabilità nel codice?

Sì, nel codice sorgente e per scopi difensivi. Test di penetrazione, scrittura di exploit e analisi di vulnerabilità nei binari vengono ancora passati ai modelli Opus.

Come si ottiene l’accesso a Mythos 5.1?

Con i programmi di accesso verificato: CVP per la cybersicurezza e LSVP per le scienze della vita. Al lancio è limitato a organizzazioni statunitensi selezionate.

8,3su 10

Il mio verdetto

Per gli agenti che lavorano a lungo e rileggono molto contesto dalla cache, Fable 5.1 convince. Il giudizio però è provvisorio: nasce dalle fonti ufficiali e dall'esperimento di DDay, non da prove mie, e benchmark, filigrana e risparmi vanno verificati da terzi e misurati sul proprio lavoro.

Cosa mi convince

  • Passi avanti netti nei compiti lunghi con agenti e in quelli scientifici
  • Lettura dalla cache scesa a 0,25 $ per milione di token
  • Meno blocchi ingiustificati dalle protezioni su cyber e biologia
  • Le Enterprise Frontier Safeguards affrontano insieme privacy aziendale e abusi
  • Risultati scientifici con verifiche esterne e materiali pubblici

Cosa non mi convince

  • Molti benchmark li ha pubblicati il produttore
  • Mythos 5.1 resta riservato ai programmi di accesso verificato
  • L'API per verificare la filigrana non è aperta al pubblico
  • Le Enterprise Frontier Safeguards arrivano in modo graduale
  • Il risparmio dipende da quanto si riusa davvero la cache

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